BELLUNO - Le ferie d’agosto stabiliscono uno spartiacque tra passato e futuro, anzi per qualcuno l’anno effettivo è come se iniziasse proprio adesso. Il periodo di riposo serve infatti per tirare una riga su quello che è stato e iniziare a scrivere una nuova pagina, anche nei conti. Settembre è infatti il mese della ripartenza: per le scuole, per le fabbriche, per gli uffici. Si ritorna alle proprie occupazioni facendo un bilancio economico di previsione: quello che si è speso fino a oggi e quello che sarà già a partire da lunedì prossimo.

I conti non tornano In questo contesto il caro carburanti rischia di far “sballare” i conti delle famiglie ma soprattutto delle imprese. Il 5 settembre scadono i tagli delle accise sul gasolio, con lo sconto di 17 centesimi al litro, e sempre fino alla stessa data ha deliberato il credito d’imposta per le imprese e il rimborso delle accise sul gasolio commerciale a 129,68 euro per mille litri dal 28 luglio al 5 settembre. Ma che sarà di qui a qualche giorno con l’eventuale scomparsa di tali misure? Già oggi i conti non tornano: certo nella nostra provincia non si sono toccati i picchi di 3 euro registrati nei giorni scorsi al “servito” di alcuni distributori autostradali, ma è noto che i prezzi si aggirano nelle pompe bellunesi appena al di sotto dei due euro o sopra tale soglia. Spostarsi in auto costa, e parecchio, e di conseguenza, attenzione puntata sui siti internet, alla ricerca delle pompe più economiche. La mappa ci indica come anche all'interno di uno stesso comune, le differenze possano essere significative. A Ponte nelle Alpi ad esempio un litro di benzina possiamo trovarlo a 2,119 euro al litro, ma anche a 2,214. Passando al diesel invece a Borgo Valbelluna un litro costa 2,219 euro, mentre a pochi chilometri di distanza (Belluno), lo paghiamo anche 2,319. Intanto le imprese, specie quelle dell'autotrasporto, vedono erodere sensibilmente i loro utili. Il settore in provincia conta 172 imprese artigiane, 63 che si occupano del trasporto persone (Ncc e Taxi), e 103 di trasporto merci. «Il settore dell’autotrasporto, e a cascata tutti gli altri ambiti e le filiere economiche, hanno bisogno di interventi strutturali e non di soluzioni temporanee -afferma la presidente di Confartigianato Claudia Scarzanella- Finché il costo del trasporto resterà una variabile aleatoria, soggetta a condizionamenti geopolitici e ad interventi governativi a spot, per le imprese diventa impossibile programmare a medio e lungo termine la propria attività; anche fare un semplice preventivo diventa un problema, se poi tra un mese il costo del gasolio è ancora più alto». Capitolo energia Altro settore che rischia di essere messo in ginocchio è quello dell'edilizia: «Impiega numerosi mezzi e l’aumento del costo del carburante pesa direttamente sull’attività -evidenzia il direttore di Appia Cna Cristian Sacchet- In altri contesti l’impatto è diverso, ma l’aumento del costo del carburante rappresenta comunque un sovracosto importante, capace di mettere in difficoltà sia le famiglie che le imprese. Il tema più ampio dell'energia non può essere ricondotto soltanto al prezzo dei carburanti. Dobbiamo considerare l’insieme dei costi energetici che gravano su imprese e famiglie. Se mettiamo insieme tutti questi elementi, diventa evidente quanto la situazione possa diventare difficile. Per questo serve una strategia di medio-lungo periodo sul costo dell’energia e sulla competitività del nostro territorio».