Roma, 24 agosto 2026 – C'è un momento preciso in cui le vacanze sembrano finire davvero. Non quando si chiude la valigia, né quando si percorre l'autostrada verso casa. È il primo lunedì dopo il rientro, quando la sveglia torna a suonare all'ora di sempre e, davanti allo schermo del computer, si apre una casella di posta che nel frattempo non è andata in ferie.
L’ultimo lunedì di agosto per tantissimi italiani ha significato il ritorno alla sveglia, la strada verso il lavoro, gli sguardi fra pendolari e, perché no, anche il piacere di un caffè alla macchinetta per la prima pausa della giornata, in cui sorridere con un collega e raccontarsi un po’. Mentre torniamo alle attività di sempre, fra mail accumulate e orari in cui ritrovare le solite abitudini, a vivere una nuova fase è anche il rapporto con il tempo. Sembra che pochi giorni di vacanza abbiano cancellato le regole di un intero anno e la sensazione, a volte, è di tornare alla propria routine come estranei. Eppure palpabile è anche il senso di un nuovo inizio.
Il giorno delle mail non lette e delle scadenze da riordinare
Quando l'out of office viene disattivato dietro la porta virtuale si trova tutto ciò che è accaduto durante la nostra assenza: messaggi, documenti, riunioni fissate, richieste rimaste in sospeso e conversazioni di cui bisogna ricostruire rapidamente il filo. Si tratta della cosiddetta annual leave anxiety, l'ansia collegata alle ferie.















