Pubblicato il: 01/09/2026 – 7:00

di Paola Suraci

REGGIO CALABRIA La Calabria prova a cambiare passo sul trasporto pubblico locale. La IV Commissione consiliare “Ambiente e Territorio”, presieduta da Sergio Ferrari, ha approvato a maggioranza la proposta di legge sulla disciplina dei servizi di Tpl, mentre sul Piano regionale dei trasporti è stato deciso un breve rinvio in vista del voto definitivo previsto entro la prima decade di settembre. Due provvedimenti strettamente collegati. Da una parte c’è il nuovo Piano che disegna la mobilità calabrese dei prossimi decenni, con oltre 30 miliardi di euro di investimenti e interventi su ferrovie, strade, aeroporti e porti. Dall’altra la riforma del Tpl, che punta a cambiare la governance dei servizi e a superare l’attuale frammentazione.

Il nuovo modello del Tpl

La proposta di legge Ferrari prevede la soppressione di Art-Cal e la nascita di Amcal, Agenzia della Mobilità della Calabria, che opererà come società a partecipazione interamente pubblica. Il nuovo sistema sarà organizzato attraverso un unico bacino regionale, con l’obiettivo di rendere più omogenea la programmazione e integrare trasporto ferroviario e servizi su gomma. Alla Regione Calabria resteranno le funzioni di programmazione e indirizzo, mentre Amcal avrà compiti legati all’organizzazione dei servizi, alle procedure di affidamento e al controllo. La riforma introduce inoltre strumenti per una maggiore integrazione tariffaria e digitale e prevede la possibilità di ricorrere a servizi a chiamata nelle aree interne, dove la domanda di trasporto è più debole. Il testo arriva al voto dopo un confronto articolato con sindacati, associazioni dei consumatori, imprese di trasporto ed enti locali. Tra gli altri sono intervenuti i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl, Faisa Cisal, Federconsumatori e i Comuni di Reggio Calabria e Crotone. Numerosi gli emendamenti esaminati e approvati a maggioranza, con il recepimento di alcune indicazioni dei dipartimenti regionali e dell’area legislativa. Il consigliere Laghi ha annunciato l’astensione su un emendamento, sollevando dubbi su possibili profili di competenza con la normativa statale. Nel corso dell’iter sono stati approvati 21 emendamenti, che hanno modificato e integrato diversi articoli della proposta. Ferrari rivendica il metodo seguito dalla Commissione: «La seduta è la dimostrazione concreta della validità di un metodo. Una riforma di questa portata non poteva e non doveva essere il frutto di un lavoro chiuso nelle stanze del palazzo. Fin dall’inizio ho preteso che la Commissione creasse le condizioni per un confronto vero, sistematico e trasparente con le rappresentanze sindacali, le categorie economiche, i consumatori e gli enti locali. Non ci siamo limitati all’esame formale del testo: abbiamo riaperto i termini, riascoltato i territori e strutturato 21 emendamenti che hanno integrato, arricchito e reso pienamente condivisa la legge». «Abbiamo voluto fortemente una riforma che rispondesse a una priorità assoluta: rimettere il cittadino al centro del sistema della mobilità. Non parliamo solo di una nuova governance con l’avvio di Amcal, ma di servizi più efficienti, di tutele reali per le fasce deboli, di salvaguardia occupazionale per i lavoratori del settore e di una vera integrazione digitale ed economica delle tariffe». La proposta è stata quindi approvata a maggioranza nel suo complesso. Ferrari è stato nominato relatore in Consiglio regionale e il provvedimento si prepara ora al passaggio in Aula.