Firenze, 31 agosto 2026 – E’ conto alla rovescia per il suono della prima campanella: in Toscana le lezioni riprenderanno il 15 settembre. Ma ancora una volta, denuncia la Flc-Cgil, il rientro a scuola sarà all’insegna di tagli, precariato e carenze di organico. A tracciare il quadro è Emanuele Rossi, segretario generale della Flc Cgil Firenze, che parla di “nessuna inversione di tendenza da parte di Ministero e Usr” e denuncia quello che definisce un “impoverimento dell’istruzione” accompagnato dal “precariato di massa”.
Studenti in calo
I numeri fotografano innanzitutto il calo della popolazione scolastica. Dal 2026-27 le istituzioni scolastiche del territorio fiorentino passano da 106 a 104, dopo gli accorpamenti che hanno portato alla fusione del liceo Michelangiolo con il liceo Galileo e dell’Istituto comprensivo di Capraia e Limite con quello di Vinci. Dal 15 settembre gli studenti saranno quasi 112 mila, con 2.356 alunni in meno rispetto allo scorso anno: il calo è particolarmente evidente alla primaria, con 829 studenti in meno, e nella secondaria di primo grado, con 859 in meno.
Ma, secondo il sindacato, alla diminuzione degli studenti non corrisponde un mantenimento delle classi per alleggerire il numero di alunni. Al contrario, a settembre saranno 53 le classi in meno in provincia, distribuite nei diversi ordini di scuola e concentrate soprattutto tra elementari, con 21 classi in meno, e medie, con 19 in meno. Una scelta che, secondo Rossi, rappresenta “un’ennesima occasione persa”: il calo demografico, sostiene, avrebbe potuto essere utilizzato per ridurre il numero degli alunni per classe e migliorare il rapporto tra studenti e insegnanti.















