Fanpage.it ha parlato con David Scheffer e Sonja Biserko, architetti legali della cattura e della condanna del generale per il genocidio di Srebrenica. L’UE “deve congelare la candidatura serba e difendere il diritto internazionale senza doppi standard, da Putin a Netanyahu”.

Gli onori militari e di Stato che la Serbia riserva a Ratko Mladić seppelliscono la finzione europea di Aleksandar Vučić. Il peggior nazionalismo e l’uso criminale della forza valgono più del diritto. La scelta di Belgrado sottintende che le frontiere possano essere riscritte e gli Stati vicini abbiano una sovranità condizionata. È la logica che ha devastato la Bosnia e oggi devasta l’Ucraina. Ha molto in comune con la visione di Vladimir Putin ed è inconciliabile con quella dell’Unione Europea, nata sul riconoscimento che il diritto è l’unico argine alla forza.

Tollerare sovranismi guerrafondai sarebbe suicida. L’Unione farà bene a mettere in pausa le trattative per l’ingresso della Serbia, concordano molti osservatori. Si tratta di difendere il diritto internazionale, senza i doppi standard che lo indeboliscono anche davanti a Israele e agli Stati Uniti di Donald Trump. Il morto che parla "Sospendere il processo di adesione della Serbia sarebbe del tutto appropriato", dice a Fanpage.it David Scheffer, già ambasciatore USA per i crimini di guerra e architetto diplomatico della cattura e della condanna del generale genocida. Per riaprire la porta, Bruxelles dovrebbe esigere "una dimostrazione chiara" del rifiuto di ogni negazionismo sul genocidio di Srebrenica e sul suo comandante.