Belgrado soffia sul nazionalismo serbo assicurando che il macellaio di Srebrenica avrà "tutti gli onori militari e di Stato". Una decisione che si intreccia con la partita di Vučić che, di rinvio in rinvio, promette elezioni a metà ottobre dopo mesi di proteste contro la corruzione. E se già in passato Mladić ha frenato l'avvicinamento con l'Ue, celebrare oggi il responsabile del più grave crimine d'Europa dal secondo dopoguerra è una linea rossa invalicabile per Bruxelles, anche se la Serbia guarda a Mosca e a Pechino

Il 26 maggio 2011, quando Ratko Mladić venne arrestato a Lazarevo, dopo quasi sedici anni di latitanza, la Serbia fece uno dei passi più importanti nel percorso verso l’Unione Europea. L’ex comandante dell’esercito serbo-bosniaco - responsabile dell’assedio di Sarajevo e del genocidio di Srebrenica, ovvero del più grave crimine commesso in Europa dal secondo dopoguerra, riconosciuto come genocidio - è stato per anni uno degli ostacoli principali del rapporto tra Belgrado e Bruxelles.