Roma, 29 agosto 2026 – “Il generale Mladic sarà sepolto con i più alti onori di Stato”. È subito scontro fra Serbia ed Europa sulle parole di Nenad Vujic, ministro della giustizia di Belgrado dedicate al generale condannato all’ergastolo per il genocidio commesso nel 1995 a Srebrenica, in Bosnia e morto giovedì all’Aia, a 84 anni. E anche se il presidente Aleksandar Vucic è stato più cauto, dicendo solo che il generale sarebbe stato sepolto in Serbia, è arrivato subito lo stop ’preventivo’ dell’Ue. Va ricordato che la Serbia è ufficialmente candidata all’adesione dal 2012 (il processo iniziò però prima). “La Commissione europea – ha dichiarato un portavoce – ritiene che qualsiasi glorificazione dei criminali di guerra sia contraria ai valori europei più fondamentali e non abbia posto nell’Ue né nei paesi candidati”. Chi celebra Mladic però non manca. A Belgrado sono comparsi graffiti che onorano il generale. E ieri sera alcuni giovani hanno esposto un grande striscione dal ponte Branko, che collega la città vecchia con Nuova Belgrado, con la foto di Mladic e lo slogan “Dalla tua lotta vive la nostra libertà”. In alcune cittadine della Repubblica Srpska (entità serba bosniaca), sostenitori di Mladic sono scesi in strada scandendo il suo nome. E, infine, Mladic è intervenuto anche il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov: “Il caso di Mladic è diventato un esempio evidente dei doppi standard e della faziosità antiserba del Tribunale dell’Aia”.