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Ormai lo schema è chiaro: i riformisti dem non vogliono le primarie, il movimento 5 stelle invece spinge per andare al voto.
Il nodo della legge elettorale e l’ipotesi sabotaggio
Il timore dei primi, e la speranza dei secondi, è che possa vincere il presidente del Movimento, Giuseppe Conte. La necessità di scegliere un leader però, deriva dalla riforma della legge elettorale voluta dal governo e che aspetta di essere votata in Senato intorno a metà ottobre. Senza di questa, non ci sarebbe bisogno di indicare un premier e quindi nessuna necessità di fare primarie. Resterebbe tutto com’è.
Per questo tra i senatori dem serpeggia l’idea di organizzare un sabotaggio alla riforma che potrebbe avvenire grazie a qualche collega della maggioranza. D’altronde lo scenario è cambiato anche a destra e c’è più di qualcuno che mormora che sarebbe meglio restare con la legge attuale. A esprimersi apertamente a sinistra c’è Lorenzo Guerini che avrebbe detto: «Ma chi l’ha detto che passa questa legge elettorale?».










