Venezia insegna. I simpatizzanti del M5s non sempre digeriscono i candidati di altri partiti, specie quelli del Pd. E quindi, per Giuseppe Conte l’aspirante premier della coalizione progressista è meglio sceglierlo con le primarie, così gli elettori vengono coinvolti nella decisione.
Il presidente del M5s ha trovato una sponda solida nel Pd, quella del senatore Dario Franceschini. Ma la strada per l'individuazione del leader appare lunga.
Per esempio, Avs di primarie non vuol sentirne parlare: «Non abbiamo cambiato idea: noi siamo per l’accordo politico. Ma prima di ogni cosa viene il programma», ha detto Angelo Bonelli.
Prima di parlare di chi guiderà la coalizione, ci sarà da capire chi ne farà parte. Quello con la segretaria Pd Elly Schlein, Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs «non era un tavolo ad excludendum - ha detto Conte - Parlate sempre di Renzi, ma ci sono Magi di Più Europa, i civici di Onorato, il Psi di Maraio. Ci sono tante realtà, c'è Ruffini con i suoi Più Uno».
A settembre, quando si riunirà il tavolo per il programma progressista «andremo a valutare tutto quel che bolle nell’area di centro o più moderata o la quarta gamba».










