HomePoliticaConte cerca i voti moderati, confronto aperto nel campo largo. I 5 Stelle: prima viene il progetto.Il M5s punta a “chi si sente escluso”. Ma con Pd e Avs attacca il Jobs act di renzi. Il nodo leadership: chi non vuole le primarie pensa al nome di Silvia salisConte, Fratoianni e SchleinRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 21 giugno 2026 – "Mai più divisi alle elezioni". "Mai più Jobs Act". Se non fosse bastato il selfie intorno al tavolo imbiancato, ci pensa il proscenio della festa della Fiom-Cgil a Bologna a raffigurare in modo ancor più plastico e insieme granitico il nucleo trilaterale del Campo largo progressista. Quel "cerchio primario" che unifica il 40 e passa per cento di Pd, M5s, Avs intorno all’indefesso mantra "testardamente unitario" professato dalla segretaria dem Elly Schlein e i suoi più stretti alleati: l’ex premier pentastellato Giuseppe Conte e il leader di Sinistra italiana/Avs Nicola Fratoianni (anche in supplenza del verde Angelo Bonelli).
A scapito di "ogni tentazione di autosufficienza" e beneficio anzi dell’allargamento dell’alleanza al disaggregato arcipelago centrista moderato/riformista. Ma senza per questo astenersi dal cambiamento di rotta rispetto alle politiche che hanno segnato la stagione dei governi riformisti di centrosinistra, a cominciare appunto dal discusso Jobs Act targato Matteo Renzi. Che per parte sua insiste nel declinare ogni accento polemico. Sebbene il suo capace protagonismo/attivismo costituisca forse il più considerevole ostacolo all’aggregazione della palude centrista.











