Avs frena sulle primarie e anche il Pd non pare avere troppa fretta di buttarcisi a corpo morto.

Ma il tema della scelta di chi dovrà guidare i progressisti nella sfida a Giorgia Meloni per Palazzo Chigi è già sul tavolo. A metterlo in agenda è stato il presidente del M5s, Giuseppe Conte, che lo ha lanciato nel giorno stesso della vittoria del No al referendum. E' una questione di nomi e di modi. Per esempio, il M5s punta a un voto non solo nei gazebo, ma anche online. Perché è nella tradizione del partito.

E poi Conte lo ha fatto capire in un'intervista a La Repubblica: "Il risultato referendario - ha detto - ci dice che il leader va scelto nella maniera più democratica possibile". Quella della preferenza da esprimere anche via web è tema che non dovrebbe trovare grossi ostacoli fra gli alleati. Sulle primarie, però, il campo largo procede a velocità diverse. Avs è quella che viaggia con maggiore lentezza. "Da qualche giorno vado dicendo che" quello delle primarie "non mi sembra il punto, non mi sembra l'argomento più urgente - ha detto Nicola Fratoianni di Avs - Non mi sembra che i ragazzi che hanno fatto vincere il No al referendum ci facciano come primissima domanda: come scegliete il leader?".