dall’inviato
MANDURIA (Taranto)
L’ultima giornata del Forum in Masseria è quella a più alto tasso politico. La kermesse organizzata da Bruno Vespa e Comin & Partners si chiude con un duello a (brevissima) distanza tra due leader habitué dell’evento. Giuseppe Conte prima, Antonio Tajani dopo. Conte si trova a suo agio nella sua Puglia, duetta e quasi battibecca con Bruno Vespa. Rivendica che lui, pur avendo sempre avuto la passione civile, politico lo è meno di altri, lo è diventato da poco. Ma è pur sempre un ex presidente del Consiglio, un leader di partito. E quindi politico lo è, eccome.
Sta per finire il suo intervento, quando arriva Tajani e si siede proprio davanti a lui, sotto al palco. Conte ha rivendicato fino a quel momento la diversità sua e del suo Movimento. Ha attaccato la premier, che "è stata mollata da Trump dopo una cortespietata e senza ottenere nulla", mentre lui, “Giuseppi“, ricorda ancora la sintonia immediata con il primo Donald, al quale chiese esplicitamente aiuto per il debito italiano troppo alto. Insiste Conte che Meloni non tocca palla all’estero, quasi si infervora quando Vespa, al contrario, gli fa presente il successo di alcune missioni internazionali della premier, tipo in Giappone. "E ci mancherebbe che un bilaterale con un Paese amico venga schiaffeggiata", reagisce Conte. Poco dopo, sarà comunque Tajani a difendere il ruolo del governo italiano.










