È già carico quando arriva sul palco il leader dell’M5s. «Quante probabilità ha Grillo di riprendersi il simbolo? Assolutamente zero», risponde secco e deciso Giuseppe Conte alla domanda netta di Bruno Vespa. E via da lì, per una mezz’ora buona, una serie di attacchi al governo Meloni. Ma il punto è un altro: mettere anche, e soprattutto, a punto la complessa macchina del centrosinistra in vista delle prossime politiche. Tra programma e primarie che rimangono, quest’ultime sempre sul tavolo. Sabato pomeriggio, proprio qui al Forum in Masseria, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi aveva invitato le forze di centrosinistra a stringere i tempi, a darsi una tabella di marcia e, soprattutto, a fissare un programma di governo.
Superare i tatticismi e «fare il più presto possibile perché i tempi sono più che sufficienti per fissare temi del programma di centrosinistra». E ieri mattina i due, il presidente nazionale Anci e l’ex premier si incrociano proprio qui a Manduria. Baci e abbracci tra i due, sotto il frinire delle cicale che a mezzogiorno è quasi assordante. «Manfredi ha sempre ragione», dice Conte sorridendo. Poi si fa serio e risponde al cronista: «L’M5s sta facendo un bellissimo percorso con “Nova”, per scrivere il programma insieme ai cittadini, e a luglio lo concluderemo. A settembre quel programma lo metteremo a disposizione delle altre forze progressiste. Insieme a loro dobbiamo scrivere un programma solido, per cambiare il Paese». Per la serie, noi siamo pronti e nel frattempo si viaggia già compatti su moltissime cose. Campo largo, il sindaco Gaetano Manfredi: «Ora si deve accelerare». E dice sì alle preferenzeIl programma «Come Campo largo ci siamo già ritrovati su quasi tutti i dossier», specifica Conte citando due temi specifici. «Ad esempio per noi è indecente continuare a coprire il governo genocida di Netanyahu mentre - aggiunge - sull’Ucraina abbiamo un punto che ci divide: tutti d’accordo per la svolta negoziale, ma noi diciamo che non si può declamare in astratto». E fa un parallelo con la maggioranza: «Il centrodestra è molto diviso sulla politica estera: non troverete nelle loro mozioni le spese per l’Ucraina. Prendono in giro gli elettori».Poi a margine, aggiunge, «oltre al lavoro che si fa assieme su diversi emendamenti, ora ne stiamo preparando altri comuni per la legge elettorale». Insomma, al di là dei chiacchiericci e delle ricostruzioni, l’ex premier fa capire che la rotta è comune su diversi punti. Mentre su altri non sarà certo difficile convergere. «Sulla sicurezza ci sono varie sensibilità nel Pd ma posso garantire, per quanto ci riguarda, che quando ci sederemo al tavolo per il programma di governo sarà un pilastro fondamentale, con misure concrete per rispondere a questo bisogno dei cittadini», spiega prima di menare un fendente alla Meloni: «Perché oggi il bisogno di sicurezza è cresciuto per colpa dei fallimenti di questo governo». E cita «la stazione di Milano, diventata un far west», per questo «noi dobbiamo garantire un progetto con misure concrete». Gli attacchi È l’autoassist per attaccare il centrodestra. «Questo governo ha tradito la sua vocazione di destra sociale, ha fatto il patto per rimanere al governo e per stabilire il record. Tra un po’, dopo l'estate, - aggiunge - la Meloni si fregerà di avere il governo più longevo della nostra storia repubblicana. Arriveranno alla fine della legislatura perché li vedo ben consolidati sulle poltrone e destinati a non lasciarle fino all’ultimo giorno. Potranno vantarsi di questo ma saranno cinque anni e zero riforme». E sgretola il mito della compattezza e dell’invincibilità del centrodestra: «Su ogni tema stanno litigando. Adesso però tutta la polvere sotto il tappeto - puntualizza - sta venendo fuori: è tutto un polverone di litigi. Sta durando tanto perché ha promesso agli italiani che avrebbe migliorato le cose, la crescita, potere reale dei salari, rilancio delle nostre filiere industriali, benessere e invece ha tradito queste promesse per fare un patto con i poteri forti».Campo largo, i civici con Onorato. Manfredi: «Faremo la differenza»Un ragionamento in cui attacca anche Vannacci che «è il frutto dei fallimenti della Meloni. Ma senza le riforme promesse ha scoperto il fianco e Vannacci sta intervenendo come un coltello nel burro dei fallimenti del governo: in questo momento - analizza - è la destra sociale che è stata tradita ed è destinata anche a crescere. Si tratta di un fenomeno tutto interno che farà molto male al centrodestra». E avverte: «Vannacci adesso sta facendo propaganda come sulla remigrazione ma quest’ultima è peggio del blocco navale che non è stato fatto. L’ha promesso la Meloni ma - conclude il leader M5s - non poteva essere applicabile: è incostituzionale e Meloni non ha neppure provato a farlo. E oggi Vannacci rilancia con la propaganda della remigrazione che è un concetto ancora più astruso, ancora più impraticabile».














