Il leader M5S al Forum in Masseria a Manduria: "Mollati da Trump dopo corte spietata e senza ottenere nulla". Sul Movimento: "Non possiamo dirci di sinistra, abbracciamo campo più ampio. Ecco i nostri pilastri"
"Quante volte avete sentito Giorgia Meloni toccare il governo Draghi precedente al suo? Fateci caso, arriva sempre a Conte. Di mezzo c'è il governo Draghi, un anno e mezzo non viene mai toccato. E' diventata la beniamina dell'establishment economico e finanziario, europeo e internazionale. Sono stato lì, so quello di cui parlo". Così il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, intervistato da Bruno Vespa al Forum in Masseria a Manduria in provincia di Taranto. "Se avessi fatto io l'accordo per beneficiare l'industria delle armi, le banche, le imprese assicurative, i fondi di investimento internazionali, per lo più americani, per compiacere le agenzie di rating, sarei durato", ha aggiunto. "E' facile. Però siccome abbiamo fatto delle misure rivoluzionarie per chi non aveva da mangiare e per sopravvivere e abbiamo fatto crescere l'industria a livelli record, sono andato a casa. Poi non mi hanno perdonato i 209 miliardi - ha proseguito Conte - questo li ha fatti impazzire poiché hanno pensato che li avremmo gestiti noi con il nostro rigore, con la nostra intransigenza e i presidi di legalità e anticorruzione".














