di Chiara Amati

L'inglese BBC ricostruisce (almeno in parte) la genesi dei macchinari lasciati dalle truppe Usa dopo la Seconda guerra mondiale e recuperati dalla famiglia Bagnoli a Empoli. Un’intuizione che contribuì ad aprire la strada alla diffusione del gelato industriale italiano. Ma la rivoluzione tecnologica era cominciata prima

Pistacchio, stracciatella, crema, nocciola, cioccolato. Poche cose raccontano l'estate italiana quanto un gelato. Eppure nella trasformazione di questo prodotto artigianale in uno dei simboli del nostro Paese c'è anche un capitolo americano. Una vicenda che attraversa la Seconda guerra mondiale, passando da alcuni macchinari provenienti dalle dotazioni militari alleate e da una piccola latteria di Empoli. A ricostruirla è BBC Travel che racconta come alcune tecnologie arrivate con le truppe alleate abbiano contribuito, nel dopoguerra, alla crescita di quella che sarebbe diventata Sammontana. Gli americani, naturalmente, non hanno inventato il gelato italiano e nemmeno la sua lavorazione moderna, già ben avviata nel nostro Paese. Ma, secondo le ricostruzioni, quelle attrezzature permisero di aumentare la produzione e, soprattutto, di conservare il gelato abbastanza a lungo da poterlo distribuire anche lontano da Empoli.