Nacque a Bergamo nel 1961, alla Marianna di Colle Aperto, da un’idea di Enrico Panattoni. Toscana l’origine dell’inventore, romana l’ispirazione, bergamasco il risultato: oggi la stracciatella è il gelato ufficiale della città. Il principio arriva infatti dalla stracciatella in brodo. Solo che Panattoni rovescia le temperature: invece dell’uovo nel brodo caldo, versa cioccolato fuso nel gelato freddo. Sessantacinque anni dopo, il nipote Niccolò custodisce una ricetta rimasta quasi identica e un nome diventato internazionale.
Una minestra romana dietro un gelato bergamasco: è cominciata così?
«Sì. Mio nonno arrivò a Bergamo dalla Toscana a metà del secolo scorso. All’inizio faceva castagnaccio, poi con mia nonna aprì quella che oggi è la Marianna. Al piano ristorante si cucinavano i piatti classici italiani e uno dei più richiesti era la stracciatella romana. Lui ebbe l’intuizione di riprodurre nel gelato ciò che succede quando l’uovo crudo entra nel brodo caldo».
Ma nel gelato avviene il contrario.
«Esatto. Versò il cioccolato fuso nella macchina con la base fredda per creare uno shock termico e farlo solidificare e spezzare. È da quel procedimento che arriva anche il nome».









