Gusto, nutrimento e tutta la tradizione italiana. Il tutto in un cono o un bicchierino di gelato artigianale. Oggi è la giornata europea del gelato artigianale, prodotto che traina la manifattura italiana che, per questa specialità vale 4,9 miliardi di euro. A dirlo è l’Osservatorio di Host 2027, la manifestazione dedicata alla ristorazione e all’accoglienza di Fiera Milano, che secondo i dati di Unioncamere calcola in 4,9 miliardi il valore dell’intera filiera italiana includendo materie prime, attrezzature e macchinari, le soluzioni per l’esposizione. Il settore è da sempre un fiore all’occhiello del made in Italy e per la manifattura nazionale vale 3,1 miliardi con un incremento del 60% rispetto al 2019 e un tasso medio di crescita dell’8,1%. La stragrande maggioranza di questi prodotti, per un controvalore di 2,4 miliardi con un +8,1% sul 2024, viene esportata.

Da parte sua il gelato sta vincendo la sfida della destagionalizzazione dei consumi e, secondo i dati Fipe, le gelaterie lo scorso gennaio hanno visto aumentare dell’4,5% le visite e del 15,3% il valore delle vendite rispetto al gennaio 2025. La domanda corre e nel primo trimestre sono previste circa 7.600 assunzioni in questi esercizi. Del resto non è un mistero che il gelato artigianale sia un must che conquista il palato e il business. Per Circana-AIG il gelato artigianale da solo vale circa 3 miliardi di euro con una crescita stimata del +4% nel 2025 mentre Confcommercio Milano evidenzia il record in Europa con oltre 600 milioni di porzione vendute in Italia e un consumo pro capite di circa 2 chili. Sempre secondo Circana, il nostro Paese detiene una quota del 26,4% del mercato continentale, davanti a Germania (25,1%) e Spagna (20,6%). Lo scorso anno, rileva Artglace, la Confederazione europea dei gelatieri artigiani, a livello europeo il mercato del gelato artigianale vale 11,7 miliardi con una crescita del +7% sull’anno precedente. Per Eurostat, L’Unione Europea produce circa 3,3 miliardi di litri di gelato l’anno, con l’Italia terzo produttore europeo, a 492 milioni di litri, dopo Germania e Francia. A questo si aggiunge il contributo del confezionato che, per la produzione italiana, secondo Unione Italiana Food, raggiunge 1,84 miliardi di euro.