di
Simone Canettieri
Il giornalista: «Se incontrassi Sigfrido gli direi che è stato un fesso. E poi lo abbraccerei. L'azienda? C'era un disegno: abbiamo provato a trattare, ma non hanno voluto incontrarci»
Giorgio Mottola, lei fa l’inviato di Report da 14 anni con oltre 100 inchieste all’attivo su politica e criminalità, senza il caso Ranucci-Lavitola non saremmo arrivati fin qui. Concorda?«Credo che al di là degli errori di Ranucci, che sicuramente ci sono stati, la vicenda Lavitola sia stata un pretesto».
Dove ha sbagliato Ranucci?«Come gli hanno detto molti di noi, dopo l’inizio delle indagini, aver rivendicato e costruito con Lavitola un rapporto di “amicizia fraterno” è stato inopportuno. Tuttavia come sta emergendo in queste ore c’era l’intenzione, che risaliva a prima della vicenda di Lavitola, di silenziare Report nell’anno elettorale».













