"Il mio non è un addio, non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti". Queste le prime parole di Sigfrido Ranucci a commento della decisione della Rai di allontanarlo da Report, a cui era alla conduzione da nove anni. Il giornalista ha criticato con forza quanto decretato dai vertici di Viale Mazzini. Al suo posto un doppio nome, quello di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. L'ormai ex conduttore ha spiegato di aver appreso dalle agenzie che la Rai lo ha sospeso dalla conduzione del programma. "Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato 'cunei d'ombra' sul sottoscritto. Il gioco è fatto".Nel post, Ranucci appare piccato anche nei confronti della scelta dei colleghi chiamati a sostituirlo: "Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico". Ha concluso poi ringraziando chi lo ha sostenuto: "Vi voglio bene, grazie per la vostra passione e dedizione che mi ha accompagnato per 30 anni".Intanto invitati storici della trasmissione hanno fatto scudo dalla parte dell'ormai ex anchorman, almeno per quanto riguarda le modalità scelte dai vertici della tv di Stato. "La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l'azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report'', hanno detto in una nota, ripresa dall'Ansa. "Dal momento che l'intenzione dell'azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l'integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma''. "Rifiutiamo la proposta avanzataci dalla Rai di ricoprire il ruolo di capi autore di Report - hanno dichiarato -. Nel pomeriggio di oggi al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini era stata data una disponibilità di massima a collaborare al nuovo corso del programma ma non erano stati comunicati i nomi scelti, che abbiamo appreso solo dalle agenzie", hanno concluso mentre erano in assemblea con gli inviati storici del programma.Il legale di Ranucci, Roberto De Vita sostiene invece che la sentenza della Rai condanni la vittima di un attentato, Report e l'indipendenza dell'informazione pubblica. "Sigfrido Ranucci, per adesso, non condurrà Report ma condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d'inchiesta, in ogni sede", ha detto De Vita.
Ranucci dopo l'allontanamento da Report: "Il mio non è un addio". E i suoi inviati minacciano di lasciare la trasmissione
L'ex conduttore del programma d'inchiesta ha commentato la decisone di Viale Mazzini: "Scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni han










