Sigfrido Ranucci non l’ha mandata giù e infatti ora gli avvocati annunciano che andranno per le vie legali a causa di una decisione «discriminatoria e ingiustificata». La cacciata dal «suo» Report è stato un affronto per colui che si ritiene il detentore delle inchieste italiane, del giornalismo duro e puro. E, per questo, oltre a gridare a un complotto della Rai con il governo, ha delegittimato in diretta nazionale i suoi sostituti. Che hanno la sola «colpa» di non essere dei suoi delfini e di non avere (ancora) un nome blasonato come il suo. La reazione, però, non si sarebbe limitata ai già pesanti comunicati stampa. Sembrerebbe che uno dei due, Daniele Piervincenzi, sarebbe stato contattato da Ranucci e che i due abbiano avuto uno scontro acceso, tanto che Sigfrido gli avrebbe consigliato «caldamente» di rinunciare per evitare di mettersi al servizio delle destre. Ma perché, se Ranucci lo riteneva così inadeguato, aveva assegnato proprio a Piervincenzi un importante servizio in vista della nuova stagione con tanto di trasferta in Congo dell’est? Delle due l’una. O avrebbe fornito un «contenuto mortificante» come ha detto ieri, o quello che non accetta è che la sua leadership sia stata messa in discussione. E la Presutti? Ieri Il Domani (la Presutti aveva denunciato Nello Trocchia e la compagna per molestie in un processo poi conclusosi in archiviazione) ha postato una foto che la ritrae al Cefalù Bistrot, il ristorante di Lavitola, dove però lei è stata portata da Laura Cianfoni (donna molto vicina a Ranucci, che allora era il suo capo). Insomma, era il giro di Sigfrido, non della giornalista. Come sottolinea l’agenzia Ageei è autrice di 28 inchieste tra cui «Fratelli coltelli» e «franchi tiratori». Veniamo al secondo punto: la rivolta della squadra di Report che sarebbe pronta a dare le dimissioni in blocco qualora i conduttori rimanessero quelli designati. Si tratta però di una comunicazione dei soli inviati, non di tutte le persone interne alla trasmissione. Abbiamo fin dall’inizio raccontato che, prima del caso Lavitola, la redazione era divisa. Un malcontento che nasceva dal modo con cui il conduttore gestiva il programma. Tanto che si è arrivati al famoso comunicato interno in cui si chiedeva a Sigfrido una riorganizzazione e una minor politicizzazione della trasmissione. Divisioni, quindi, che nascono da lontano, ma che oggi sembrano riflettersi anche sui nuovi arrivati. Il tutto mentre Ranucci è in una versione a metà tra la Chiara Ferragni degli anni d’oro e il leader di un partito. Ringraziamenti sui social ai fan, post con le foto di chi va ad ascoltare il suo monologo, frasi come «mi fermerò a parlare con tutti a margine dello spettacolo» degne di una popstar. Ieri lo ha rimarcato: «Il paradosso. Nonostante non sia più, per la Rai, il conduttore di Report, ricevo il 48esimo Premio Nazionale Garitta, quale migliore conduttore televisivo». E, infatti, non mancano gli (auto) accostamenti ai grandi uomini della nostra storia come Falcone e Borsellino. Per poi arrivare a tirare in ballo Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso a Il Cairo nel 2016, accusando la Rai di qualcosa di indegno: «La sede di corrispondenza al Cairo? Forse auspicano che potrei fare la fine di Regeni». Dura però la presa di posizione del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli: «La Rai sta gestendo nel peggiore dei modi la vicenda Report. L’amministratore delegato Rossi è riuscito nell’impresa di scontentare tutti, rischiando di rovinare una delle trasmissioni di maggior successo».
Presutti, foto da Lavitola. Portata lì dall’amica di Ranucci
Dopo aver denigrato il sostituto, gli ha “consigliato” di rifiutare l’incarico. La redazione di “Report” dilaniata. E ora spunta lo scatto della nuova conduttrice












