Il punto non è solo Ranucci, ma anche e soprattutto i suoi giornalisti. Perché Ranucci non è Report, pur essendone stato il volto per vent’anni. Dietro ci sono colleghi che vogliono portare avanti inchieste, fare domande scomode, senza dover pagare l’amicizia tra Valter Lavitola e il loro capo, che dal 4 luglio, giorno della perquisizione a carico del faccendiere, non ne ha mai preso le distanze. Così come non ha mai pensato di lasciare Report invece di far fare il “lavoro sporco” alla dirigenza di Viale Mazzini. Ed è proprio in questo solco che si inseriscono nelle parole di Selvaggia Lucarelli, che non si può certo considerare un volto di quella che loro chiamano “tele Meloni”. Al di là di ciò che si pensi sul caso Ranucci, è evidente che la sua conduzione sia un problema per tutta la squadra di inviati. Immaginate i suoi giornalisti che fanno domande su collusioni, amicizie pericolose, frequentazioni, strani link tra potere e criminalità. Immaginate…— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) August 24, 2026
Su X infatti scrive che “al di là di ciò che penso sul caso Ranucci, è evidente che la sua conduzione sia un problema per tutta la squadra di inviati. Immaginate i suoi giornalisti che fanno domande su collusioni, amicizie pericolose, frequentazioni, strani link tra potere e criminalità. Immaginate qualunque domanda. Non serve un genio per capire che ogni risposta sarebbe una provocazione sul conduttore, della serie ‘perché non guardate in casa vostra?’. E non importa se la replica sia legittima o strumentale, l’argomentazione diventerebbe uno scudo. Cosa che Report non può permettersi”. Perché Ranucci, in un colpo solo, ha minato la propria credibilità, ma soprattutto quella del brand Report, che poneva gli interrogativi ai potenti, mentre lui si trincera dietro il silenzio. Per questo Lucarelli sostiene che “Ranucci (che lo sa bene) dovrebbe lasciare spontaneamente il programma, perché è oramai troppo ingombrante per Report e renderebbe difficile lavorare alla sua redazione”. Ma questo lui non lo farà mai perché “per la sua auto narrazione, quella del martire, la cacciata è molto più efficace e funzionale”.










