«Dove eravamo rimasti?». E no: non è la celebre frase pronunciata da Enzo Tortora, quando nel 1987 ritornò alla guida di Portobello. È la domanda che, ieri, al quarto piano di via Severo si sono scambiati i vertici Rai, di ritorno da ferie tempestate dal caso Ranucci e dalle relative implicazioni aziendali e sul futuro di Report. Al tavolo ristretto si sono seduti in pochissimi. A capo, l'amministratore delegato, Giampaolo Rossi. Al suo fianco, il direttore degli Affari legali, Francesco Spadafora, e il direttore delle Risorse umane, Felice Ventura.
Le opzioni Un confronto «necessario», visto che la vicenda continua a tenere banco su tv e giornali, ma «non risolutivo». Tutt'al contrario di quello che si era ipotizzato in un primo momento: la definizione delle tre opzioni di ricollocamento già oggi. Servirà più tempo, ma una deadline di massima esiste: «Entro fine settimana si arriverà a un quadro chiaro». Dietro a tanta cautela, la volontà di non incorrere in «passi falsi»: un ricorso al giudice per il lavoro e la reintegrazione al suo posto del conduttore. Per questo, la riunione guidata dall'ad ha avuto solo una finalità «tecnica»: individuare un ventaglio di proposte che siano in linea con la sua qualifica. Di certo, si ragiona, sarà in testate e non nella scuola di giornalismo Rai, come filtrato da indiscrezioni giornalistiche. «Sposti Sigfrido Ranucci perché non ti è consono e lo metti a insegnare per formare altri 100 Sigfrido Ranucci. E poi che ci fai, glieli sposti?», ha ironizzato lo stesso giornalista ieri prima di andare in scena con il suo spettacolo a Cerveteri. Seppur di natura ricognitiva, il primo faccia a faccia aziendale - ne seguiranno altri nelle prossime ore - non è rimasto al riparo da polemiche. A partire da quelle del diretto interessato: «In queste ore e in questi giorni i vertici Rai sono al lavoro per il mio allontanamento da Report», ha scritto su Facebook, Ranucci. Che poi a Cerveteri, a proposito del suo possibile ricollocamento, ha commentato: «Vediamo quali sono le offerte che faranno e farò le mie valutazioni», e all'inizio dello spettacolo ha detto al pubblico: «Chissà, magari è l'ultima volta qui come presentatore di Report».A lui si sono accodati anche i membri del M5S della commissione di Vigilanza Rai: «Se davvero il governo deciderà di sollevare Ranucci dalla conduzione di Report a causa dei suoi rapporti con Lavitola, crediamo che allora analoga scelta andrebbe compiuta in tutti i casi simili». Ad esempio? I pentastellati fanno riferimento alle chat tra Pino Insegno e Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik: «Perché - scrivono - le regole che valgono per Ranucci non valgono per Insegno?». L'arringa difensiva del conduttore di Report, da parte del Movimento guidato da Giuseppe Conte, si appunta anche su un altro elemento: «L'amicizia con Lavitola era già stata chiarita in audizione in Vigilanza nel 2023, con Corsini presente. Perché non era un problema allora e lo è adesso che Ranucci è stato vittima di un attentato?».La preposizione che il M5S usa nell'incipit nella nota vergata in tardo pomeriggio - "se" il governo sostituirà Ranucci - appare superata dalla cronaca. L'azienda, alla vigilia dell'audizione di fronte al Tribunale del riesame di Walter Lavitola, è intenzionata a smarcarsi il prima possibile dando seguito alla sostituzione di Ranucci. Il prossimo step sarà il faccia a faccia tra il direttore Approfondimenti, Paolo Corsini, e i componenti della redazione di Report, previsto per i primi di settembre. Tra le ipotesi che prendono quota, quella di porre alla guida del programma d'inchiesta di punta di Rai3 un trio di conduttori, forse tre giovani. Ancora ieri Ranucci è tornato a chiedere che, nella sostituzione, si favoriscano gli interni: «Non vedo perché bisognerebbe ricorrere a delle figure esterne. Non avrebbero - spiega - la memoria di Report, perché condurre la trasmissione non è semplicemente esserne il volto. Significa avere la capacità di individuare argomenti che reggono dopo 3-4 mesi, avere la capacità di conoscere il palinsesto e il confronto in prima serata».Un'altra tappa sarà la riunione del Consiglio di amministrazione Rai, in programma per il 17 settembre. Nonostante sia stata fissata in anticipo, è inevitabile che qui verranno discussi, in ultima istanza, gli esiti delle scelte che porterà a compimento la dirigenza in queste ore. È probabile che i prossimi incontri tecnici coinvolgano anche i direttori delle testate da indicare nel pacchetto di offerte che potrebbe essere presentato a Ranucci già la prossima settimana. Per il momento, però, bisognerà pazientare. E studiare le carte.












