In Rai bocche cucite sul futuro di Ranucci. Ma giovedì sarebbe il giorno in cui l’azienda dovrebbe recapitare a Sigfrido la lettera d’addio dal programma. Il tempismo è però poco definito: i più ottimisti parlano di ore, altri di giorni. Sta di fatto che ieri mattina si è tenuta una riunione cruciale tra i vertici di Viale Mazzini per decidere dove ricollocare il (fu) conduttore di Report. Le ipotesi vagliate sono state principalmente due e riguardano RaiNews e il Tg3. A conferma di ciò, infatti, secondo quanto confermato a Il Giornale da più fonti, nel tardo pomeriggio di ieri si sarebbe tenuto un secondo appuntamento in Rai, con i medesimi protagonisti del mattino, che dall’altra parte del tavolo cercavano una soluzione con i volti di punta di RaiNews e del Tg3. Un ulteriore chiarimento circa la direzione che la Tv di Stato sta intraprendendo sul dossier più scottante degli ultimi anni; il ritorno in una testata giornalistica, pur non essendo ancora chiaro se il ruolo che gli verrà offerto sarà come quello attuale, quindi vicedirettore ad personam, o operativo. La pressione politica dell’opposizione non cessa e il timore che qualunque scelta venga interpretata come una rappresaglia si fa sentire. Anche per questo la parola d’ordine è cautela, a maggior ragione nelle ore in cui stanno mettendo a punto la lettera da consegnare a Ranucci, in cui gli verrà indicato presumibilmente un incarico da caporedattore. Ore in cui l’amministratore delegato Giampaolo Rossi sta vagliando gli ultimi cavilli in concerto con le direzioni aziendali interessate e con l’ufficio legale, anche per evitare eventuali rappresaglie da parte di Ranucci. Ma chi lo sostituirà? Fonti qualificate assicurano che si tratterà di un interno Rai e sembra che il nome più con più chance sia quello di Federico Ruffo, oggi alla guida di Mi manda Rai Tre, che a breve dovrebbe partire anche con due prime serate extra, calendarizzate per l’8 e il 15 settembre per poi ripartire dal 26 settembre la mattina, tutti i sabato e tutte le domeniche. Ma quello di Ruffo non è certo un nome nuovo nell’inchiesta, visto che è proprio di lui che si parlava nelle chat tra Ranucci e Lavitola come colui che avrebbe sostituito il conduttore (con insulti a corredo). Ma tra gli scenari che stanno valutando c’è lo spostamento di Riccardo Iacona, volto di Presa diretta su Rai3, considerato un perfetto traghettatore. Già presenti nella squadra di Report, ci sono le forti autocandidature di Giulio Valesini e di Giorgio Mottola, delfini di Sigfrido, mentre sembra escluso il nome di Sabrina Giannini, circolato in queste ore, già in quota in epoca Gabanelli. La novità importante però riguarderebbe una vera e propria riorganizzazione di Report: conduzione più corale, che prevederebbe forse due figure per evitare personalismi. Ottica in cui si inserirebbe un corpo autorale separato dalla conduzione, per scongiurare il concentramento dei ruoli in un’unica figura. Se in alcuni casi, come nell’intrattenimento, questo porta grossi vantaggi, nel caso del giornalismo d’inchiesta può avere risvolti dannosi.Il dossier in questione, al di là delle sostituzioni, dovrà tenere conto sia degli sviluppi del Comitato Etico (la cui relazione secretata è stata consegnata solo all’ad prima di Ferragosto) sia del possibile audit che dovrebbe essere attivato per comprendere il ruolo del faccendiere Valter Lavitola (mandante reo confesso dell’attentato contro Ranucci) all’interno del programma. Se ci sono state ingerenze, in che termini? Si tratta solo di un caso? Che pressioni avrebbe potuto esercitare il faccendiere? Sono mai stati concordati servizi con lui? Sono questi i nodi che in Viale Mazzini hanno urgenza di sciogliere anche per evitare un ulteriore danno di immagine. Elementi che sembrano non sussistere per Roberto De Vita, il legale di Mr Report, secondo cui «la verità ha già ceduto il posto alla persecuzione; dovrebbe inquietare l’intensità, la mole, la persistenza, dell’accanimento nei confronti di Sigfrido; la Rai di fronte a questo horror vacui accusatorio dovrebbe tutelare Ranucci per proteggere se stessa e la missione democratica di cui ogni giornalista è espressione». E Sigfrido denuncia «Io ho fatto tutto quello che dovevo, onorando la Rai con la fedina penale pulita. Ho la coscienza a posto. Gli altri invece?». E ancora: «Lavitola? L’avrei denunciato se avessi percepito un rischio vero. Andrei a cena con Totò Riina se potessi». Intanto a esprimersi è anche la Commissione Ue che, come fa sapere all’Adnkronos una portavoce «continuerà a seguire gli sviluppi» relativi alla vicenda Report e risponderà «a tempo debito» circa la lettera inviata da Ecr (gruppo di Fratelli d’Italia in Europa) alla vicepresidente esecutiva. Lettera con la quale si chiede di verificare se il programma contrasti con i principi di imparzialità previsti dall’European media freedom act (Emfa).