Ventiquattro ore dopo il nubifragio di venerdì, su Cremona il cielo è tornato sereno. Ma basta attraversare il centro per capire che la normalità è ancora lontana: ovunque detriti e alberi abbattuti dalla furia della tempesta. Ieri è stato il giorno della conta dei danni. In meno di mezz’ora, si stima che si sia concentrata una quantità di pioggia pari all'80% di quella attesa nell’intero mese di agosto, con venti fino a 90 km orari e chicchi di grandine che hanno raggiunto i 10 centimetri di diametro. La guglia della controfacciata Nord del Duomo crollata così come il rosone della facciata principale sfregiato sono i segni più evidenti della violenza di una tromba d’aria durata appena 20 minuti. Poco distante, la Torre Civica porta le sue ferite: la copertura della parte alta divelta. Mentre almeno una decina di Chiese della città hanno riportato danni significativi, con le parrocchie della Diocesi che dovranno stilare entro la metà della prossima settimana un resoconto. Danneggiamenti anche al convento dei Frati Cappuccini, ma la situazione più critica riguarda la Chiesa di Sant'Ambrogio, con il crollo della croce dall'arco trionfale della facciata, il tetto scoperchiato e la zona dell'altare allagata. Tutto intorno e in periferia ci sono decine arbusti sradicati, rami spezzati, tegole divelte e macerie ancora da rimuovere. Una tromba d'aria di straordinaria potenza che ha messo in ginocchio non solo la città di Cremona ma anche il resto della provincia e una parte del territorio di Mantova, Bergamo e Pavia.