Il giorno dopo la città è in ginocchio. La tromba d'aria e la grandine che si sono abbattute su Cremona hanno causato disagi enormi, con migliaia di alberi caduti, tetti scoperchiati, una stima di diecimila auto danneggiate, un bilancio di 43 feriti, la maggior parte dimessi senza gravi conseguenze, e dodici famiglie evacuate da una palazzina dichiarata inagibile. Anche i simboli della città sono "feriti", con le Chiese che fanno la conta dei danni, a partire dalla Cattedrale e dal Torrazzo, rimasti però sempre aperti e visitabili.
Video Maltempo in Lombardia, Cremona colpita al cuore. Ora la conta dei danni
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato il sindaco Andrea Virgilio, per manifestare vicinanza alla comunità: "Una telefonata che ho accolto con gratitudine e grande riconoscenza - ha raccontato Virgilio -. E che ci fa sentire meno soli". E anche la premier Giorgia Meloni ha fatto sapere di seguire "con attenzione" la situazione e le operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione, in contatto costante con il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, con il sottosegretario Alfredo Mantovano e con il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. La Regione Lombardia, intanto, ha chiesto al governo di estendere anche alle province di Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia la richiesta di stato di emergenza già formalizzata nei giorni scorsi per i danni causati dall'ondata di maltempo che ha flagellato il territorio a partire dal 20 agosto. Ci sono state forti piogge anche nel Milanese e in Brianza, con grandinate a Brescia con chicchi "come palline da tennis".










