Dalla fine dell’ancien régime alla crisi dello Stato contemporaneo, l’Europa ha attraversato due secoli di trasformazioni politiche, economiche e tecnologiche che hanno progressivamente smontato le coordinate dell’ordine tradizionale. Oggi sovranità, confini, democrazia e diritto faticano a reggere l’impatto di interdipendenze globali e rivoluzione digitale. Il risultato è un sistema sempre più segnato dall’inefficienza e dal caos. Per uscirne, la sfida è tornare a riflettere sull’ordine e sulle forme che dovranno sostituire quelle ormai superate. La riflessione di Corbino
Potrà apparire bizzarro, ma per tentare di comprendere le difficoltà del nostro presente occorre por mente ad una storia (quella europea degli ultimi due secoli) troppo complessa per essere considerata in dettaglio, ma anche lineare abbastanza nella sua elementare direzione.
La svolta da cui muovere è la fine dell’ancien règime.
La Rivoluzione francese pose fine al tempo del potere assoluto di governo. Scricchiolava già da tempo e aveva subìto importanti incrinature in terra inglese. Ma resisteva nel continente da quasi un millennio e mezzo. Già affermatasi nel tardo antico romano, la visione di cose che lo sosteneva era sopravvissuta alla caduta di Roma ed era rimasta praticata da allora quasi senza eccezioni.








