Revocata dalla Giunta Murone dopo il passaggio a Futuro Nazionale, l’ex assessore all’Ambiente di Lamezia Terme non cerca rivincite ma rivendica la sua coerenza. Donatella Amicarelli racconta i retroscena della revoca, il tentativo iniziale del sindaco di difenderla e le pressioni politiche arrivate dall’alto. Dalla scelta di aderire al movimento di Vannacci, che definisce frutto di una riflessione profonda e non barattabile con alcuna poltrona, alle voci di una futura candidatura in Parlamento, fino ai temi più divisivi come aborto e diritti civili. Un’intervista a testa alta, senza rancore ma con la lucidità di chi dice di aver pagato volentieri il prezzo della lealtà alle proprie idee.

Come sta, dopo un estromissione comunque non proprio inattesa?

“È vero, la revoca non era del tutto inattesa, perché credo in un principio fondamentale, ovvero che ognuno combatta le proprie battaglie con il carattere e il coraggio che ha. Ed è proprio questo principio che, in un certo senso, mi aveva già lasciato presagire lo scenario che si sarebbe verificato a breve. Detto questo, posso dire con serenità di essere soddisfatta per essere rimasta coerente con una scelta compiuta con convinzione. La coerenza e l’aderenza alle scelte compiute sono valori che non si possono barattare per nessuna carica, per nessuna posizione: e questo è già un risultato importante, ed è a questo che tengo di più. Per me la politica resta un’attività nobile, importantissima, ed è un privilegio poterla esercitare libera da condizionamenti: è questa la fortuna che sento di avere”.