Tuffarsi in profondità alla scoperta dei segreti di civiltà perdute: per chi ama le immersioni, il mare non è solo l’occasione per ammirare le meraviglie della natura ma un vero e proprio museo da visitare. Da relitti perfettamente conservati ai resti di città sommerse, i fondali spesso custodiscono tesori accessibili solo a chi osa. Alcune escursioni sono consigliate a subacquei esperti, altre adatte anche a semplici appassionati muniti di maschera e boccaglio, ma tutte hanno una cosa in comune: sono luoghi in cui il tempo si è fermato. Dall’Italia ai luoghi più esotici, ecco una selezione di destinazioni ideali per l'archeologia subacquea.
In Sicilia, tra anfore, ancore e mura romane
In Sicilia, imperdibili sono le antiche rotte commerciali e le profondità marine di Ustica, isola del Tirreno meridionale da sempre crocevia di culture e popoli. Le testimonianze del passaggio di Punici, Greci e Romani sono ancora visibili nei fondali di Punta Gavazzi, dove le ancore raccontano la storia di imbarcazioni in cerca di riparo, attraverso reperti di epoca romana e bizantina. A Cefalù, l’itinerario di Kalura, accessibile sia ai subacquei con brevetto di primo livello che agli amanti dello snorkeling, conduce alla scoperta di antiche tracce di naufragi e reperti che risalgono dal V secolo a.C. fino all’età moderna, mentre a Basiluzzo, isola vicina a Panarea, nel cuore delle Eolie, ecco le strutture murarie sommerse dell’antica colonia romana. Infine, ma solo per i subacquei esperti, al largo della costa di Noto tutto da scoprire è il misterioso naufragio delle anfore vinarie, testimonianza – risalente alla metà del IV secolo a.C. e al primo quarto del III secolo a.C. – dell’intenso commercio tra Siracusa e le città greche della Sicilia ionica, oltre che con Gela e Licata nello Stretto di Sicilia.








