Gli anni Trenta con il nuovo stadio Berta. I viola furono i primi a passare dal "Metodo" al "Sistema"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Cosimo
Zetti
La nascita della Fiorentina, i primi passi, la crescita, i campionati minori e il grande sbarco in Serie A. Fatta la squadra, c’era da fare lo stadio. Il vecchio campo di via Bellini, utilizzato per cinque campionati, mal si sposava con le nuove ambizioni del club. Siamo in pieno fascismo, correva l’anno 1930. Fu l’ingegner Pier Luigi Nervi a ricevere l’incarico di progettare ed edificare quello che si sarebbe chiamato stadio Giovanni Berta, dal nome del martire fascista, e all’epoca non poteva essere altrimenti, che nel 1921 fu aggredito, picchiato e buttato in Arno da un ponte.
La forma dell’impianto (a "D", con un evidente richiamo al Duce), rispecchia il periodo della sua costruzione e si accompagna al rinnovamento in corso delle infrastrutture e degli edifici della città. E’ in quello scenario che la Fiorentina affronta nel 1931 il suo primo campionato di Serie A piazzandosi da neopromossa al quarto posto finale. Il fuoriclasse risponde al nome di Pedro Petrone Schiavone, calciatore uruguagio, campione del Mondo nel 1930, primo grande bomber viola e capocannoniere proprio di quella prima stagione fra i grandi con la bellezza di 25 gol all’attivo. La leggenda narra che l’Artillero (come veniva chiamato) fosse dotato di un tiro potentissimo, che bastasse passargli la palla per segnare una rete e che anche i cipressi che circondavano la zona si piegassero inchinandosi davanti alla potenza straripante del cannoniere viola. Sì, quella di inizio anni ’30 fu la Fiorentina di Petrone, la Fiorentina dell’anteguerra, capace di ottime annate (come quelle del 1931-1932 e del terzo posto del 1934-1935 dopo aver accarezzato il sogno scudetto), ma anche di grandi cadute (vedi l’ultimo posto della stagione 1937-1938 seguito però dal pronto ritorno in Serie A). Ma fu anche una Fiorentina a suo modo rivoluzionaria, soprattutto a partire dalla stagione 1934-1935, una squadra allenata da Guido Ara e degna di essere ricordata per degli accorgimenti tattici che nessuno in Italia aveva ancora adottato.












