HomeSpeciali100 anni FiorentinaLa stagione degli addii dolorosi. Bati se ne va con il record di gol. Rui Costa e Toldo resistono un annoNonostante le cessioni dei gioielli di famiglia per un totale di 210 miliardi, la società fa bancarotta. Prima del tracollo e della retrocessione il trionfo nella coppa Italia 2001, ultimo trofeo pieno di amarezza.Nonostante le cessioni dei gioielli di famiglia per un totale di 210 miliardi, la società fa bancarotta. Prima del tracollo e della retrocessione il trionfo nella coppa Italia 2001, ultimo trofeo pieno di amarezza.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMoschella
Ci sono delusioni che fanno più male di altre. Nella vita come nello sport. Se poi sei tifoso della Fiorentina ed hai vissuto gli ultimi anni della gestione Cecchi Gori, l’amarezza è stata parecchio grande, appena stemperata dalla vittoria di una Coppa Italia, quella del 2001, che è stata un vero canto del cigno, visto quanto accaduto l’anno successivo con il fallimento, fine di un’epoca dal finale totalmente inatteso e drammatico. Lo smantellamento graduale della Fiorentina grandi firme, da Batistuta fino a Enrico Chiesa, passando per Rui Costa, Toldo e tanti altri, è stato un film horror diventato realtà, un incubo perfetto, di quelli che non passano anche se sei sveglio. Il primo sonoro campanello d’allarme, che le risorse "illimitate" di Vittorio Cecchi Gori non fossero poi tali, è la cessione del Re Leone alla Roma, addio che sarebbe stato assai meno doloroso se i 70 miliardi di lire, oltre 36 milioni di euro al cambio attuale, del suo cartellino non fossero stati assorbiti dall’enorme debito societario. L’annuncio arriva dallo stesso Bati, dopo la vittoria casalinga con il Venezia, ultima del campionato ’99-2000, caratterizzata da una tripletta che porta i suoi gol a 152 in nove stagioni, migliorando di una rete il record storico di Kurt Hamrin. "Io e la società non la pensiamo nella stessa maniera. Ci sono problemi": dice a fine partita Batigol, eppure i viola di Trapattoni hanno appena conquistato un posto in Coppa Uefa, ora Europa League. Domenica 14 maggio 2000 fu il primo di una serie di giorni molto difficili, con scenari di smobilitazione sempre più evidenti, soprattutto per le richieste di cessione arrivate anche da Rui Costa, fantasista portoghese e ispiratore di moltissimi gol di Bati, e da Toldo, portiere di notevoli qualità, che poche settimane dopo, con gli olandesi a casa loro,contribuisce in maniera decisiva a portare l’Italia alla finale di Euro 2000 neutralizzando tre rigori, uno nei tempi regolamentari e due al termine dei supplementari, prima della sconfitta choc al golden gol con la Francia. Giorni di tira e molla molto teso, complicati anche dal dietrofront di Giovanni Trapattoni, prima confermato e poco dopo dimissionario, complice la contestazione pesante della tifoseria, incapace di arrendersi all’addio del Re Leone e preoccupata del futuro. "Non ci sono le condizioni per continuare - confida Trap - E Batistuta non sarei mai riuscito a tenerlo, manco legato".














