Sognava lo scudetto quella Fiorentina. Ma alla fine di quella stagione prese forma il dramma di una retrocessione in serie B.

Sognava tutto quella Fiorentina che diventa di proprietà della famiglia Cecchi Gori al termine della rovente estate del 1990. Quella dell’addio a Baggio. Quella dell’addio della famiglia Pontello.

Sì, la storia del campionato 1992/1993 ha ancora – e lo avrà per sempre – dell’incredibile con quella squadra, farcita di campioni, di giocatori dalle qualità enormi (uno su tutti, Gabriel Batistuta), che all’inizio dell’inverno volava nelle zone alte, altissime, della classifica e che da gennaio (1993) in poi finì per precipitare in un burrone di sconfitte, malintesi, incomprensioni e paure. Fino, appunto, a rotolare in serie B.

Al timone del club c’erano Mario e Vittorio Cecchi Gori. Imprenditori e tifosi che mai avrebbero immaginato che quella squadra, la loro squadra, messa in piedi con l’ambizione di puntare a vincere, a stare con le grandi e che avrebbe dovuto far sognare Firenze, sarebbe finita in un incubo assurdo.

La mossa-intuizione di portare in Italia, Batistuta, ma anche gli acquisti di calibri come Effenberg, Brian Laudrup e di quel Ciccio Baiano spalla ideale proprio per Batigol, dovevano essere le mosse giuste per correre il più in alto possibile. E in effetti, la stagione aveva mosso la sua prima parte proprio nella direzione del sogno. Tante vittorie, qualche risultato ’fibrillante’ come il maxi-ko in casa contro il Milan (7-3), ma il rendiconto della classifica era assolutamente appagante. E in linea con l’obiettivo di regalarsi un sogno.