HomeSpeciali100 anni FiorentinaMontella, Pepito e il sindaco Borja. Dallo 0-2 al 4-2 contro la Juve. Sarà la partita del secolo violaDallo choc alla gioia in un quarto d’ora: bianconeri annichiliti dopo le mitraglie irriverenti. Tre anni fra sogni e lacrime: una squadra bella e coraggiosa ma segnata da infortuni e sfortuna. .Dallo choc alla gioia in un quarto d’ora: bianconeri annichiliti dopo le mitraglie irriverenti. Tre anni fra sogni e lacrime: una squadra bella e coraggiosa ma segnata da infortuni e sfortuna. .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Benedetto
Ferrara
Quando arrivò nel ritiro di Moena insieme all’amico e compagno di squadra al Villarreal Gonzalo Rodriguez l’accoglienza fu quanto meno curiosa. Vincenzo Montella, dopo aver stretto la mano a lui e a Gonzalo (difensore reduce da un brutto infortunio), non conoscendo i due, soffiò nell’orecchio del medico sociale un ironico “Spero che quello buono sia quello alto”. Era una battuta, ma spiegava benissimo la situazione: Pradè e Macìa, per la loro rivoluzione totale, avevano voluto due giocatori semi-sconosciuti al grande pubblico e perfino all’allenatore, che non vedeva l’ora di lavorare con una squadra fatta e finita, non con gente con la valigia in mano. In effetti la forza del centrocampista spagnolo non era certo la fisicità. Ma quelli coi piedi buoni appoggiano il loro talento su altre qualità: la fantasia, la velocità di pensiero e, in questo caso, anche sullo spirito di sacrificio di quello a cui viene appiccicata l’etichetta di todocampista.













