Milano, 28 agosto 2026 – Gli Stati Uniti sempre più sotto pressione nel gestire i fronti aperti, le scorte di missili Patriot che hanno raggiunto i minimi e l’Europa che si ritrova più debole ed esposta alle minacce di Putin. E’ il quadro che sembra emergere leggendo la stampa americana nelle ultime ore, con il Washington Post e l’Associated Press che descrivono un problema che riguarda insieme la disponibilità di armamenti, la capacità di sostenere più teatri di crisi e la credibilità della deterrenza americana. Al centro c’è la guerra con l’Iran, arrivata al sesto mese e lontana da una soluzione stabile, che secondo le due testate americane sta assorbendo risorse militari rilevanti, e a cui si aggiunge la Russia che continua la guerra in Ucraina e lancia messaggi sempre più minacciosi.

Il direttore della Cia a Mosca

Secondo il Washington Post, una recente valutazione riservata dell’intelligence americana indica che il Cremlino considera gli Stati Uniti indeboliti dalla guerra contro l’Iran. E in questo contesto, riferito da due fonti informate sulla vicenda, sarebbe maturata la visita riservata a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, avvenuta martedì. Una delle fonti ha riferito al quotidiano americano che Ratcliffe avrebbe avvertito le controparti russe di non intensificare la guerra contro l’Ucraina, sostenendo che una simile scelta sarebbe controproducente. Ma sui reali contenuti dei colloqui, né la Cia né la Casa Bianca hanno rilasciato commenti sul viaggio a Mosca, mentre Sergei Naryshkin, capo del servizio di intelligence estera russo (Svr), si è limitato a dire che non vi era “nulla di insolito” in tali incontri, nonostante la volta precedente di un direttore della Cia nella capitale russa risalga alla fine del 2021.