La percezione è cambiata. Se fino a qualche tempo fa l’intelligence americana riteneva altamente improbabile un attacco russo all’Europa, adesso quella certezza vacilla. A scriverlo è il Wall Street Journal, a cui gli 007 di Washington forniscono un’altra versione: Vladimir Putin potrebbe voler scoprire le carte della Nato tramite un attacco di portata minima, ma comunque sufficiente per testare la prontezza dell’Alleanza atlantica e, soprattutto, degli Stati Uniti. L’attacco potrebbe verificarsi già nel prossimo autunno, avvertono, ma la finestra temporale rimane aperta per anni. Tanto più il presidente russo si sentirà messo spalle al muro, tanto più alta è la possibilità di azioni provocatorie da parte di Mosca. È complesso prevedere la natura di un eventuale attacco. Difficile, ma non impossibile, che possa essere di stampo tradizionale. Un attacco terrestre avrebbe implicazioni enormi, anche se il momento è potenzialmente favorevole ai russi. Le scorte americane sono ridotte all’osso. La carenza di munizioni e di missili a corto e medio raggio, così come quella di intercettori, rendono le difese atlantiche meno resistenti. Per gli esperti, però, è più probabile che Putin utilizzi la guerra ibrida per raggiungere i suoi scopi, come gli attacchi informatici per bloccare infrastrutture strategiche o operazioni sotto falsa bandiera.