Secondo l'intelligence americana, la Russia potrebbe cercare di mettere alla prova la risposta occidentale mentre la guerra in Ucraina continua.

Vladimir Putin potrebbe tentare di mettere alla prova la determinazione della Nato con un attacco contro un Paese membro dell’Alleanza nei prossimi anni. È lo scenario delineato da nuovi rapporti dell’intelligence statunitense, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Una volta gli analisti ritenevano «improbabile» che il Cremlino potesse provocare direttamente un Paese Nato mentre la Russia era ancora impegnata nella guerra in Ucraina. Questa valutazione, però, sarebbe cambiata all’inizio dell’anno, mentre Putin si trova sotto pressione per ottenere una vittoria e affronta difficoltà sempre maggiori sul campo. Le forze ucraine stanno aumentando gli attacchi con droni contro obiettivi militari e infrastrutture petrolifere russe, mentre l’esercito della Russia continua ad avanzare lentamente lungo il fronte, subendo però pesanti perdite.

Le preoccupazioni sulle scorte militari americane

Le valutazioni dell’intelligence arrivano in una fase in cui gli Stati Uniti stanno affrontando una riduzione delle scorte di alcune munizioni considerate fondamentali per un eventuale conflitto futuro contro Russia o Cina, anche a causa dei trasferimenti militari all’Ucraina e delle necessità legate alla guerra con l’Iran. Tra le riserve considerate a rischio figurano i missili a lungo raggio Precision Strike Missile e Army Tactical Missile System (Atacms), oltre ai missili terra-aria a corto raggio Stinger, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi.