Roma, 27 ago. (askanews) – Il massiccio consumo di munizioni statunitensi nella guerra contro l’Iran sta suscitando crescente preoccupazione tra gli alleati asiatici di Washington e malumore tra i funzionari del Pentagono responsabili dell’Indo-Pacifico, che temono un indebolimento della capacità americana di affrontare un eventuale conflitto con la Cina. Lo riferisce oggi il Washington Post.

Corea del sud, Giappone e Taiwan dipendono fortemente dagli Stati uniti per la fornitura dei principali sistemi d’arma convenzionali e devono già fare i conti con ritardi nelle consegne che si protraggono da anni. Il conflitto mediorientale ha aggravato la situazione, assorbendo o dirottando munizioni che sarebbero considerate essenziali in caso di guerra nel Pacifico.

Un funzionario taiwanese ha parlato di “ritardi significativi” previsti nelle consegne dei missili intercettori Pac-3 Patriot, affermando che il Pentagono ha consumato in Medio Oriente gran parte delle proprie scorte. Il trasferimento di risorse dall’Indo-Pacifico è stato definito “preoccupante”. Quasi 30 miliardi di dollari di armi statunitensi già approvate per Taiwan devono ancora essere consegnati, compresi Patriot per 882 milioni di dollari.