Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
24 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 10:24
Una guerra che prosegue dal 28 febbraio e che ha impiegato gli Stati Uniti in prima linea con un enorme dispendio militare, tanto da renderli meno preparati ad affrontare potenziali rivali come Russia e Cina. A spiegarlo sono New York Times e Wall Street Journal, che riportano indiscrezioni e stime che arrivano da fonti della difesa. Il costo, in termini puramente economici, è di un miliardo di dollari al giorno, mentre il reintegro totale delle scorte di armi potrebbe richiedere fino a sei anni, innescando dibattiti all’interno dell’amministrazione sulla necessità di adeguare anche i piani operativi in previsione di un eventuale ordine presidenziale che incarichi le forze armate di difendere Taiwan. Secondo valutazioni interne del Dipartimento della Difesa, confermate anche da fonti del Congresso che hanno parlato con il New York Times, le scorte di missili statunitensi e di armi costose si sono notevolmente ridotte a causa della guerra con l’Iran. Le stime parlano di 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio consumati dagli Usa, e che erano progettati per una guerra con la Cina; mille missili da crociera Tomahawk, circa dieci volte il numero che acquistano attualmente ogni anno; 1.200 missili intercettori Patriot, ognuno dei quali costa più di 4 milioni di dollari; e mille missili di precisione e missili terrestri.









