ROMA, 09 AGO - La guerra contro l'Iran sta consumando rapidamente alcune delle munizioni più avanzate degli Stati uniti, riducendo le scorte disponibili in Europa e Asia e alimentando preoccupazioni nel Pentagono sulla capacità di affrontare contemporaneamente altre crisi, in particolare con Russia e Cina. Lo riferisce il New York Times, citando alti funzionari statunitensi e occidentali. Il problema riguarda soprattutto i missili per la difesa aerea e le armi a lungo raggio.

Anche accelerando la produzione, potrebbero essere necessari più di due anni per ricostituire le quantità impiegate. Il conflitto ha inoltre costretto il Pentagono a trasferire verso il Medio Oriente navi, aerei, sistemi di difesa e munizioni provenienti da Europa e Asia. Dall'Indo-Pacifico sarebbero stati spostati numerosi missili Tomahawk e altri sistemi a lungo raggio, mentre centinaia di intercettori avanzati sarebbero stati trasferiti dalla Corea del sud e da altre basi asiatiche. (ANSA).

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