Il caso Autistici/Inventati consente di leggere le profonde differenze tra gli ordinamenti occidentali nel bilanciamento fra contrasto al terrorismo, separazione dei poteri e diritti costituzionali. L’analisi di Stefano Dambruoso e Francesco Conti
Il dipartimento di Stato sotto la presidenza Trump ha appena annunciato di aver designato il gruppo Autistici/Inventati (A/I) quale Specially Designated Global Terrorist. A/I, che è operativo sul web, è stato accusato di fornire supporto ad organizzazioni di estrema sinistra, anarchiche, anche legate alla galassia Antifa (già classificata come organizzazione terroristica interna nel settembre 2025).
Nello specifico, si contestano comunicazioni criptate, streaming protetti e altri strumenti per fornire sicurezza informatica e anonimizzazione degli utenti. Tali attività avrebbero consentito alle organizzazioni estremiste di potersi concentrare sulla propaganda, reclutamento e anche sulla condivisione di materiale e tattiche idonee alla preparazione di attentati. Etichettare un gruppo come “Specially designated global terrorist” ha conseguenze sanzionatorie importanti, soprattutto per quanto riguarda la sfera finanziaria. Infatti il Dipartimento di Stato ha potuto ordinare il congelamento di tutti i beni presenti sul suolo americano collegabili all’attività del gruppo. Inoltre sono oggetto di sanzioni anche tutti i cittadini statunitensi che volessero intraprendere transazioni con i soggetti sanzionati.












