Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa causa della catastrofica inondazione dell’area tra Tibet e Nepal è stato il collasso di un ghiacciaio. A certificarlo è l'Usgs, l'Istituto di geologia statunitense, secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 "è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze devastanti a valle". Incertezza sul numero di vittime e dispersi. Diversi i bilanci forniti da Nepal e Cina. Tuttavia, sono centinaia i morti già accertati e migliaia i dispersi, tra i quali molti stranieri: più di 500. La Farnesina è al lavoro per rintracciare e assistere i 90 italiani. Ci sono tre italiani ancora irreperibili dopo l'alluvione tra Tibet e Nepal, secondo quanto reso noto dalla Farnesina. Il primo è il ligure Marco Ratto che era in uscita dal Nepal verso il Tibet. L'agenzia di viaggi cinese che avrebbe dovuto prendere in carico il gruppo ha confermato di aver perso i contatti al valico. Informazione confermata anche dall'agenzia nepalese direttamente alla famiglia. Poi c'è una coppia italo-svizzera in viaggio dal Tibet verso il Nepal. Non ci sono i riferimenti dell'agenzia e non c'è ancora conferma che abbiano attraversato il valico. Ora si teme una nuova piena: c'è l'allarme per un lago di sbarramento naturale formatosi a monte del porto di Gyirong, nella contea di Gyirong, in Tibet. Le autorità cinesi hanno rafforzato il monitoraggio del bacino. Il fango ha travolto interi villaggi, ha spazzato via oltre ottanta ponti.
Nepal-Tibet, migliaia i dispersi - ItaliaOggi.it
Nepal-Tibet, migliaia i dispersi










