Devastante alluvione tra Tibet e Nepal, centinaia i dispersi e almeno 160 i morti, secondo un primo bilancio provvisorio. Ma il conto di questa tragedia immane potrebbe essere sensibilmente più salato viste le 823 persone ancora irraggiungibili, un bilancio che include 579 turisti, di cui 393 stranieri. L'acqua arrivata come un cannone ha spazzato via case e ponti, restano solo fango e distruzione. La causa sarebbe il crollo di un ghiacciaio. Lo ha annunciato ufficialmente l'Istituto geologico statunitense secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 "è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle". Sul sito “Dove siamo nel mondo” dell'Unità di crisi della Farnesina ci sono 90 gli italiani registrati tra Tibet e Nepal, ma “i due che risultano coinvolti sono in buone condizioni”, ha assicurato il ministro Tajani. Gli Stati Uniti stanziano 500 mila dollari di aiuti per la popolazione colpita.
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