È stato il collasso di un ghiacciaio a provocare la devastante alluvione che ieri ha colpite l'area tra Tibet e Nepal. A certificarlo è l'Usgs, l'Istituto di geologia statunitense, secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 «è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle». Sale a 165 bilancio vittime accertate, oltre 1.300 dispersi L'Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri in Nepal ha dichiarato che 826 persone risultano disperse, mentre il bilancio delle vittime delle inondazioni nel paese è salito a 165. Le squadre di soccorso sono tuttora impegnate nella ricerca di sopravvissuti lungo il confine tra Nepal e Cina. In precedenza, l'emittente statale cinese CCTV aveva riferito che sono 558 le persone disperse in Tibet, di cui 260 straniere.
Tra gli stranieri dispersi ci sono oltre 142 indiani (la maggior parte di loro in pellegrinaggio verso il Monte Kailash, luogo sacro per gli indù) e poi cittadini britannici, statunitensi, malesi, australiani, olandesi, sudafricani. Due gli italiani coinvolti ma sono in buone condizioni dice la Farnesina. Sono circa 90 gli italiani registrati in tutto il Nepal e nell’intera regione tibetana. Le nazionalità di oltre cento persone devono ancora essere confermate. Intanto gli Stati Uniti stanziano 500 mila dollari di aiuti per la popolazione colpita.










