Il collasso di una parte di un ghiacciaio è all’origine della terrificante alluvione che ha colpito il Nepal. A ricostruire le cause del disastro sono alcuni esperti, che tratteggiano anche le similitudini con la tragedia del Vajont. Nella zona al confine tra Nepal e Tibet prosegue la conta di morti, feriti e dispersi. Al momento le vittime accertate sono poco meno di 160, con oltre 600 persone disperse.

Nepal, ghiaccio e detriti finiti nel fiume

I rischi per i ghiacciai provocati dalle alte temperature

Da Polenza vede similitudini con il Vajont

Nepal, ghiaccio e detriti finiti nel fiumeIntervistato da Repubblica, Giovanni Crosta, professore di geologia applicata all’università di Milano Bicocca, spiega che a collassare è stata una parte del ghiacciaio, caduto a valle con i detriti da 5.100 metri di altezza a 1.400 metri.Una massa di detriti e ghiaccio che ha provocato una scossa di terremoto ed è finita in un fiume, causando poi l’alluvione.ANSAI rischi per i ghiacciai provocati dalle alte temperatureIl cambiamento climatico, secondo Crosta, ha giocato un ruolo nell’accaduto, visto che l’aumento delle temperature è più accentuato in alta montagna. Pur con proporzioni minori, anche sulle Alpi, ricorda l’esperto, esistono casi di ghiacciai instabili, come la Marmolada o il Weisshorn, nel canton Vallese, oltre al ghiacciaio del Planpincieuex in Valle d’Aosta, sospeso sulla Val Ferret.“In parte il ghiaccio si è fuso immediatamente per l’attrito. I frammenti hanno continuato a sciogliersi man mano che scendevano a valle. Il tutto era mescolato a rocce e detriti”, ha spiegato Crosta a Repubblica.