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E' stato il collasso di un ghiacciaio a provocare la devastante alluvione che ieri ha colpite l'area tra Tibet e Nepal. A certificarlo è l'Usgs, l'Istituto di geologia statunitense, secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 "è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle". Incertezza sul numero esatto di vittime e dispersi. Diversi i bilanci forniti dai due Paesi. Sono centinaia i morti e quasi un migliaio i dispersi, tra cui tanti stranieri. Tra loro, stando ai dati del sito 'Dove siamo nel mondo' dell'Unità di crisi della Farnesina, ci sono 90 italiani. 'I due che risultano coinvolti sono in buone condizioni', ha assicurato il ministro Tajani.
Kathmandu, recuperati 165 corpi dopo alluvione, 826 persone ancora irrintracciabili
Sono 165 i corpi recuperati dalle autorità nepalesi dopo le devastanti alluvioni provocate dalle forti piogge nel distretto di Rasuwa e nelle aree circostanti. Lo ha riferito il National Emergency Operation Centre del ministero dell'Interno, citato da Nepal News. Le vittime sono state recuperate in diversi distretti a valle: 65 a Chitwan, 27 a Dhading, 26 a Nawalparasi (Bardaghat Susta Purba), 20 a Gorkha, 12 a Nuwakot, nove a Tanahun, cinque a Nawalparasi (Bardaghat Susta Paschim) e due a Rasuwa. Proseguono intanto le operazioni di ricerca per 826 persone ancora irrintracciabili. Tra loro figurano 85 membri delle forze di sicurezza: 44 dell'esercito nepalese, 28 della polizia e 13 della Armed Police Force. Sono inoltre 162 i residenti di Rasuwa e Nuwakot ancora irreperibili. Particolarmente elevato il numero dei turisti di cui si sono perse le tracce: sono 579, di cui 466 stranieri e 113 nepalesi, secondo i dati del ministero dell'Interno riportati da Nepal News. Finora i soccorritori hanno tratto in salvo 104 persone, principalmente nelle aree di Rasuwa, Nuwakot e Dhading. Le squadre di ricerca hanno ripreso le operazioni nelle prime ore di questa mattina.











