"Stavolta facciamo i bravi". Per tutto agosto Forza Italia e Lega hanno valutato come uscire senza graffi dal lodo preferenze, strumento che Giorgia Meloni vuole inserire (di nuovo) per impreziosire una legge elettorale che soprattutto, se non solo, la premier ha voluto. Dopo il clamoroso scivolone alla Camera, martedì 1 settembre Fratelli d’Italia ripresenterà l’emendamento al Senato, dove il voto segreto non è previsto. I malumori di forzisti e leghisti sono noti, c’è chi parla di una legge “ormai troppo problematica, ideata senza considerare il fattore Vannacci”. L’iter è però troppo avanzato, i margini di manovra sono ridotti, altre figuracce vengono escluse categoricamente. Gli ultimi dettagli verranno tracciati lunedì dagli sherpa dei partiti di maggioranza.
Anche agosto, il mese in cui mezza maggioranza auspicava un ripensamento della premier, è volato via senza dietrofront. Si aprono crepe anche in Fratelli d’Italia, picconate da Marcello Pera, senatore meloniano di lunghissima esperienza. Sul Sole24Ore, l’ex presidente del Senato è tornato a suggerire la necessità di introdurre un ballottaggio. Un escamotage per uscire dal “rischio palude”: con Vannacci in crescita, entrambe le coalizioni rischiano di non raggiungere il 42%, soglia fissata dallo Stabilicum per accedere al premio di maggioranza. Non è la prima uscita di Pera: già al QN aveva detto che “Meloni sta sbagliando la legge elettorale”.






