Roma, 22 lug. (askanews) – La battaglia sulla legge elettorale al Senato entrerà nel vivo a settembre. La premier Giorgia Meloni, in una intervista al Giornale, tiene il punto sulla riforma che “assicura governabilità e stabilità e permette a chi vince le elezioni di governare senza inciuci o maggioranze arcobaleno” e fa sapere che sulle preferenze non ha cambiato idea. Quindi l’emendamento bocciato con il voto segreto alla Camera verrà riproposto al Senato in una nuova versione: tre preferenze scelte con le crocette in un elenco di sei candidati e capilista bloccati ma garantendo il rispetto della rappresentanza di genere.
Oggi il primo ad annunciarlo è stato il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi che ieri ha partecipato al vertice – che ufficialmente non ha toccato il tema della riforma – a Palazzo Chigi con Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini: “Noi Moderati al Senato ripresenterà un emendamento sulle preferenze, per ridare la possibilità ai cittadini di scegliere il proprio parlamentare e garantire la parità di genere”. C’è l’ok di Salvini: “Alla Lega vanno bene sia le preferenze che il premio di maggioranza”, dice a SkyTg24. Più cauto Antonio Tajani che fa notare come sulle legge elettorale e sulle preferenze “i malumori ci sono stati in tutti i partiti. Vedremo se in Senato ci sarà un emendamento, esamineremo i contenuti. A noi la legge va bene così com’è. Poi vedremo se ci saranno delle proposte degli alleati, le esamineremo come abbiamo fatto l’altra volta. Non si può dare un giudizio prima che venga presentata una proposta”. A seguire la riforma per conto di Forza Italia in Commissione Affari Costituzionali è stato incaricato Roberto Rosso, senatore piemontese, che oggi ha spiegato come sia “giusto non correre” e che “le vere decisioni saranno prese a settembre”. Assicurando però che non c’è alcun intento dilatorio e, se ci saranno modifiche a Palazzo Madama che renderanno quindi necessaria una terza lettura, il testo dovrà essere mandato alla Camera in tempo utile per essere approvato prima della manovra: “Fine settembre, inizio ottobre”, è la sua previsione.











