di
Francesco Verderami
L’aut aut della premier, le motivazioni politiche e giuridiche. Per Meloni se resta il Rosatellum ci saranno «inevitabili conseguenze»
«Le preferenze la gente le capisce», e l’altra sera al vertice Giorgia Meloni voleva che lo capissero gli alleati. E li ha convinti. Anche con altre motivazioni.
Così l’accordo di maggioranza sulla legge elettorale apparecchiato a palazzo Chigi verrà servito al Senato. Menù fisso: preferenze, alternanza di genere e altre diavolerie tecniche celate nelle pieghe del testo. Che nelle intenzioni del centrodestra andrà definitivamente approvato alla Camera tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Ieri le voci sull’intesa erano rimbalzate tra i due rami del Parlamento già in mattinata, e anche l’opposizione ne era a conoscenza. Finché a Montecitorio è spuntato Dario Franceschini che ha sentenziato come fosse Cassazione: «Hanno chiuso». Magari aveva anche il testo dell’emendamento.








