Lo Stabilicum – o Melonellum – avvantaggia Fratelli d’Italia, a danno degli alleati della coalizione. E allora per le dinamiche del centrodestra l’iter della legge elettorale potrebbe diventare un problema. La premier Giorgia Meloni ha riunito i vicepresidenti del Consiglio, Antonio Tajani e Matteo Salvini, e Maurizio Lupi, chiedendo di accelerare, con l’idea di approvare la legge, alla Camera, entro l’estate, e in Senato entro l’anno. In questi giorni, tuttavia, sono in corso le audizioni in commissione Affari costituzionali, con una serie di relazioni da parte di professori di diritto e giuristi.
E Massimo Villone, professore emerito di diritto costituzionale all’Università di Napoli Federico II, ha rivelato che, stando a una sua analisi, il partito della presidente del Consiglio beneficia della legge elettorale attualmente in discussione a discapito degli alleati. “Ho operato una simulazione sui dati elettorali 2022 con il meccanismo dello Stabilicum e con i 70 deputati di premio siamo molto vicini al risultato” in seggi di quella elezione “ma quello che l’estensore non ha considerato è l’esito per quanto riguarda” l’interno della coalizione, sui singoli componenti dell’alleanza: “Con 70 deputati di premio il risultato” in seggi è “quasi uguale al 2022: 224 seggi, ma c’è un vantaggio considerevole per FdI e un danno altrettanto considerevole per la Lega in particolare e per Forza Italia seppure in maniera inferiore”.










