Propaganda" in politica interna e subalternità a Donald Trump in politica estera.

Dopo la conferenza di inizio anno di Giorgia Meloni, piovono le accuse delle opposizioni alla premier, di cui contestano - punto per punto - quasi ogni esternazione. Tra i temi di strettissima attualità, la prossima legge elettorale: "Ha detto che ci sarà un confronto con tutte le forze politiche ma che alla fine deciderà la maggioranza - punta il dito Avs citando quasi testualmente le frasi della premier -. Parole che "tradiscono la protervia di una maggioranza che non ha mai dimostrato la disponibilità ad un confronto vero sul merito delle questioni", rincarano dal Pd. Mentre il segretario di Più Europa Riccardo Magi sintetizza: "L'unica notizia data è che il governo è pronto ad andare avanti a colpi di maggioranza".

"Nemmeno una parola su sanità pubblica, carovita e scuola - evidenzia la segretaria dem Elly Schlein -. Prometteva di abolire le accise e invece le ha aumentate, prometteva di ridurre le tasse e invece siamo ai massimi da 10 anni. Davanti alla sua incoerenza toccherà a noi costruire un'Italia più giusta", rilancia. Giuseppe Conte, invece, contesta la presidente del Consiglio in sette punti, "le sette meraviglie" di un "discorso di insediamento", commenta sarcastico: dalle tasse alle bollette, dalla sicurezza all'Ucraina. "Dopo tre anni di governo Meloni non ha detto nulla, non ha dato una risposta ai 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure" e ha "taciuto sul riarmo - afferma Conte - Abbiamo scoperto che il diritto internazionale è tutta una questione di geopolitica, esiste fino al limite stabilito da Trump".