Le vacanze sono finite e il rientro può portare malinconia e ansia. La Dottoressa Marinella Cozzolino, psicoterapeuta, spiega come distinguere il normale disagio da un malessere più profondo e suggerisce strategie per portare in città il benessere conquistato in ferie

Le vacanze sono finite, è ora di tornare in città. Ma la sola idea del rientro genera già malinconia e persino ansia. È un momento che segna la fine di un’esperienza intensa e piacevole. Significa salutare i luoghi visitati e, a volte, anche le persone conosciute durante il viaggio, ma soprattutto tornare alla quotidianità fatta di lavoro, impegni, orari e responsabilità. E il malessere è particolarmente evidente quando si rientra dopo un periodo di totale distacco dalla routine. Allora cosa fare per rendere la ripresa meno dura? Lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Marinella Cozzolino, psicoterapeuta, sessuologa clinica.

Ritorno alla routine

«Per le famiglie con bambini il cambiamento è ancora più evidente. Durante le vacanze i più piccoli trascorrono le giornate all’aria aperta, tra mare, sabbia, parchi giochi, miniclub, amici e nonni. Sono continuamente stimolati da attività nuove e ambienti diversi e gravano di meno sui genitori, in particolare sulle mamme. Al rientro, sia gli adulti che i bambini, si ritrovano improvvisamente tra le mura di casa, con ritmi più rigidi e meno occasioni di svago. Specie per chi ama l’estate, il caldo e la vita all’aperto, il ritorno può essere difficile: le giornate si accorciano, ricompaiono la sveglia, gli orari da rispettare e, con l’avvicinarsi dell’autunno, il freddo e la pioggia. Tuttavia, è importante ricordare che una vacanza acquista valore anche perché arriva dopo mesi di scuola o di lavoro. Il contrasto tra gli impegni quotidiani e il periodo di libertà rende il riposo ancora più piacevole», spiega la Dottoressa Cozzolino.